►Pagina Facebook ufficiale "L'insurrezione della nuova umanità" https://www.facebook.com/insurrezione... ► Blog di Roberto Mancini http://www.manciniroberto.it/►Facebook di Mauro Scardovelli https://www.facebook.com/mauroscardov... ►Sito web di Mauro Scardovelli http://www.mauroscardovelli.it/blog ► Sito web dell’associazione Aleph Umanistica Biodinamica di Mauro Scardovelli https://www.alephumanistica.it/ "…Generalmente la gente non ne può più di sentire parlare di Dio. Dio è un po’ come l’amore, più ne parliamo più si inflaziona quel significato e meno ci crediamo nella vita. A costo di darvi l’impressione di difendere una parte, cosa che non faccio, ve lo devo dire, tendenzialmente le religioni mancano proprio di Dio. Non vi sto facendo l’apologia delle religioni, lo dico anche in chiave autocritica, non posso parlare per voi, parlo per me. Noi tendenzialmente conosciamo le religioni, conosciamo la critica alla religione che spesso è religiosa ed è il modo migliore per far proseguire una religione, ma raramente conosciamo Dio. Usiamo questo pronome, questa è una parola povera per noi, da un lato è una parola insanguinata e compromessa, dall’altra è una parola povera perché non è un nome proprio, come direbbe Martin Buber non è un “tu”, diciamo Dio, un pronome, quasi una realtà impersonale. Per onestà vi dico anche che il mio discorso non viene dalla mia intelligenza perché per parlare a voi prima mi devo chiarire, devo sforzarmi e fare un sacco di fatica e dopo posso restituire. Non è un discorso che viene nemmeno dal sentimento, dall’emozione o dall’affetto ma direi che viene dalla coscienza. Questa volta ve lo dico proprio nel senso quasi morale-giuridico: la coscienza che nel piccolo, nella contraddizione, dev’essere non testimone nel senso del grande profeta, ma testimone con la “t” piccola, cioè di uno che restituisce quello che vivendo ha trovato credibile e non ci toglie o ci aggiunge nulla. I grandi discorsi della vita si fanno con la coscienza, cioè rispecchiando quello che si trova onestamente credibile. Allora è per coscienza che vi dico, questo pronome Dio io lo ritengo irrinunciabile perché dobbiamo riconoscere questa relazione costitutiva tra l’umanità, il mondo vivente. Chiamatelo: senso, verità, vita, amore...insomma Dio, che vuol dire un’eccedenza, un’origine che riguarda la vita della natura e la vita dell’umanità."

Roberto Mancini - "La nascita della luce" - L'Insurrezione della Nuova Umanità

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Описание: ►Pagina Facebook ufficiale "L'insurrezione della nuova umanità" https://www.facebook.com/insurrezione... ► Blog di Roberto Mancini http://www.manciniroberto.it/►Facebook di Mauro Scardovelli https://www.facebook.com/mauroscardov... ►Sito web di Mauro Scardovelli http://www.mauroscardovelli.it/blog ► Sito web dell’associazione Aleph Umanistica Biodinamica di Mauro Scardovelli https://www.alephumanistica.it/ "…Generalmente la gente non ne può più di sentire parlare di Dio. Dio è un po’ come l’amore, più ne parliamo più si inflaziona quel significato e meno ci crediamo nella vita. A costo di darvi l’impressione di difendere una parte, cosa che non faccio, ve lo devo dire, tendenzialmente le religioni mancano proprio di Dio. Non vi sto facendo l’apologia delle religioni, lo dico anche in chiave autocritica, non posso parlare per voi, parlo per me. Noi tendenzialmente conosciamo le religioni, conosciamo la critica alla religione che spesso è religiosa ed è il modo migliore per far proseguire una religione, ma raramente conosciamo Dio. Usiamo questo pronome, questa è una parola povera per noi, da un lato è una parola insanguinata e compromessa, dall’altra è una parola povera perché non è un nome proprio, come direbbe Martin Buber non è un “tu”, diciamo Dio, un pronome, quasi una realtà impersonale. Per onestà vi dico anche che il mio discorso non viene dalla mia intelligenza perché per parlare a voi prima mi devo chiarire, devo sforzarmi e fare un sacco di fatica e dopo posso restituire. Non è un discorso che viene nemmeno dal sentimento, dall’emozione o dall’affetto ma direi che viene dalla coscienza. Questa volta ve lo dico proprio nel senso quasi morale-giuridico: la coscienza che nel piccolo, nella contraddizione, dev’essere non testimone nel senso del grande profeta, ma testimone con la “t” piccola, cioè di uno che restituisce quello che vivendo ha trovato credibile e non ci toglie o ci aggiunge nulla. I grandi discorsi della vita si fanno con la coscienza, cioè rispecchiando quello che si trova onestamente credibile. Allora è per coscienza che vi dico, questo pronome Dio io lo ritengo irrinunciabile perché dobbiamo riconoscere questa relazione costitutiva tra l’umanità, il mondo vivente. Chiamatelo: senso, verità, vita, amore...insomma Dio, che vuol dire un’eccedenza, un’origine che riguarda la vita della natura e la vita dell’umanità."